L'Etna e i suoi frutti: cosa rende speciale la terra vulcanica
L'Etna è il vulcano attivo più alto d'Europa e, allo stesso tempo, uno dei territori agricoli più ricchi della Sicilia. Sulle sue pendici crescono agrumeti, vigneti, pistacchi e frutteti. Non è un caso.
Un suolo che si rinnova
Ogni eruzione, nel corso dei secoli, ha depositato lava, cenere e lapilli. Con il tempo queste rocce si sono sgretolate e trasformate in un terreno scuro, sabbioso e ricco di minerali. È un suolo che drena bene l'acqua: le radici devono scendere in profondità per cercarla, e le piante crescono più lentamente.
Chi coltiva sull'Etna dice spesso che il vulcano “si sente” nei frutti. È un'idea che i viticoltori conoscono bene: i vini dell'Etna sono famosi proprio per la loro nota minerale. Lo stesso vale, a modo suo, per gli agrumi e per il mirto.
Il clima tra mare e montagna
Dalle coste ai 3.300 metri della vetta, l'Etna ha tanti climi diversi nel giro di pochi chilometri. Nella fascia bassa e collinare, dove si coltivano gli agrumi, le estati sono calde e luminose, ma il vulcano porta notti più fresche e una buona escursione termica. Per i frutti questo significa profumi più concentrati.
I frutti che usiamo
- Il mirto: cresce nelle nostre coltivazioni ai piedi del vulcano da oltre vent'anni. È la materia prima di Perla Nera.
- Il limone e l'arancia: la Sicilia orientale è una delle grandi terre degli agrumi. Li scegliamo da agricoltori siciliani biologici certificati, per Oro dell'Etna e Lava dell'Etna.
- Il melograno: un frutto antico dei giardini siciliani, scelto anch'esso da agricoltori biologici certificati, per Rubino dell'Etna.
Prodotto qui, non solo raccontato
Il nostro laboratorio è ai piedi dell'Etna, a pochi chilometri dai campi. Per noi il territorio non è un'immagine sull'etichetta: è il motivo per cui facciamo liquori in piccoli lotti, uno alla volta, con quello che questa terra ci dà in ogni stagione.
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